Ricostruzione del legamento crociato anteriore: i vantaggi del trapianto con tendine del retto femorale
- Dario Giunchi

- 5 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Quando un atleta o una persona attiva subisce la rottura del legamento crociato anteriore (LCA), una delle domande più importanti e delicate riguarda la scelta del tipo di tendine da utilizzare per la ricostruzione chirurgica.
Per decenni, le opzioni principali a disposizione dei chirurghi ortopedici sono state tre:
Tendini flessori (semitendinoso e gracile)
Tendine rotuleo
Tendine quadricipitale
Ognuna di queste soluzioni presenta vantaggi e svantaggi ben noti nella pratica clinica. Proprio per questo motivo, la ricerca scientifica internazionale continua a studiare nuove possibilità per offrire agli sportivi risultati sempre più efficienti e personalizzati.
Negli ultimi anni, un candidato particolarmente promettente ha attirato l’attenzione della comunità scientifica ed editoriale: il tendine del retto femorale, uno dei principali componenti del muscolo quadricipite. Un recente editoriale pubblicato a fine 2025 sulla prestigiosa rivista internazionale Knee Surgery Sports Traumatology Arthroscopy (Pineda et al.) ha ridefinito questa tecnica come un'opzione emergente di assoluto rilievo nella ricostruzione dell'LCA.

Cos’è il tendine del retto femorale?

Il retto femorale è uno dei quattro muscoli che formano il quadricipite, il potente gruppo muscolare situato nella parte anteriore della coscia.
I ricercatori hanno scoperto che la porzione più superficiale del tendine quadricipitale, corrispondente proprio al tendine del retto femorale, può essere prelevata in maniera selettiva per creare un nuovo legamento crociato anteriore.
Questo consente di ottenere un innesto lungo, robusto e versatile, preservando gran parte delle strutture profonde del quadricipite.
Perché questo nuovo innesto per l'LCA sta suscitando tanto interesse?
Le più recenti pubblicazioni scientifiche evidenziano quattro potenziali vantaggi clinici che rendono questa scelta chirurgica estremamente interessante, soprattutto per i giovani atleti.
1. Minore aggressione ai tessuti e possibile riduzione del dolore post-operatorio
Il prelievo interessa solamente la parte più superficiale del tendine, lasciando intatta gran parte della struttura del quadricipite.
In teoria questo potrebbe ridurre il dolore postoperatorio e facilitare il recupero della funzione muscolare.
2. Innesto di grandi dimensioni per una stabilità superiore
Uno dei problemi che possono verificarsi con alcuni tendini tradizionali è ottenere un diametro sufficiente.
Il tendine del retto femorale offre generalmente una lunghezza importante, spesso vicina ai 30 centimetri, consentendo di preparare innesti molto robusti.

3. Grande versatilità chirurgica
Lo stesso prelievo può essere utilizzato non solo per ricostruire il legamento crociato anteriore, ma anche per procedure associate di stabilizzazione periferica del ginocchio, sempre più utilizzate negli sportivi ad alto rischio.
4. Recupero muscolare promettente
I primi studi comparativi non hanno evidenziato differenze significative nella forza del quadricipite a sei mesi dall’intervento rispetto ai tradizionali tendini flessori.
Si tratta di un dato particolarmente interessante perché il recupero della forza muscolare rappresenta uno degli obiettivi fondamentali dopo la chirurgia del crociato.
Un’idea nuova con radici storiche
Anche se oggi se ne parla molto, il concetto deriva dall’evoluzione degli studi sul tendine quadricipitale iniziati già negli anni ’90.
Tra i pionieri di questo approccio vi fu il professor John Fulkerson, che contribuì a dimostrare il valore del tendine quadricipitale come alternativa valida per la ricostruzione del crociato anteriore.
L’attuale utilizzo del tendine del retto femorale rappresenta una raffinazione di quel concetto: utilizzare soltanto la porzione più superficiale del complesso quadricipitale mantenendo il più possibile intatte le strutture residue.
È davvero il miglior tendine per tutti?
La risposta è no.
Ad oggi non esiste un “tendine perfetto”.
Lo stesso editoriale pubblicato nel 2025 sulla rivista internazionale Knee Surgery Sports Traumatology Arthroscopy sottolinea che ogni innesto presenta punti di forza e limiti.
Sono necessari ulteriori studi a lungo termine per comprendere se il tendine del retto femorale possa offrire risultati superiori rispetto alle tecniche consolidate.
La tendenza moderna: scegliere il tendine giusto per il paziente giusto
La chirurgia del legamento crociato anteriore sta evolvendo verso un approccio sempre più personalizzato.
Età, attività sportiva, tipo di sport praticato, lassità articolare, anatomia individuale e precedenti interventi chirurgici influenzano la scelta dell’innesto ideale.
Per questo motivo oggi la domanda corretta non è:
“Qual è il miglior tendine?”
ma piuttosto:
“Qual è il miglior tendine per quel determinato paziente?”
Parere personale
La continua evoluzione delle tecniche chirurgiche rappresenta una grande opportunità per migliorare i risultati e personalizzare il trattamento.
Il tendine del retto femorale è certamente una delle novità più interessanti degli ultimi anni e merita attenzione da parte della comunità scientifica internazionale.
Come per ogni innovazione in ambito ortopedico, tuttavia, saranno necessari studi clinici a lungo termine prima di poter definire con precisione il suo ruolo definitivo nella ricostruzione del legamento crociato anteriore.
Per il paziente, il messaggio più importante rimane uno: la scelta dell’innesto deve essere personalizzata e affidata a un chirurgo esperto nella chirurgia del ginocchio e nella chirurgia del legamento crociato anteriore.
Vuoi saperne di più? Leggi l'editoriale ufficiale su Knee Surgery Sports Traumatology Arthroscopy.
Die Diskussion über die Verwendung des tendine del retto femorale in der Rekonstruktion des Kreuzbandes wirft interessante Fragen auf. Es ist klar, dass die Wahl des geeigneten Gewebes, einschließlich des betonred, von entscheidender Bedeutung für den Therapieerfolg ist. Die Forschung muss jedoch weiterhin zeigen, ob diese neue Methode tatsächliche Vorteile im Vergleich zu traditionellen Ansätzen bietet. Langfristige Studien sind unerlässlich, um fundierte Entscheidungen treffen zu können.