Lindsey Vonn, Milano-Cortina 2026 e infortuni al ginocchio
- Dario Giunchi

- 6 feb
- Tempo di lettura: 2 min

È davvero possibile gareggiare con un legamento crociato anteriore lesionato?
In vista delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, il tema degli infortuni al ginocchio negli atleti di alto livello è tornato al centro dell’attenzione mediatica. Nei giorni scorsi sono stato ospite di RSI Sport per un’intervista dedicata proprio a questo argomento, prendendo spunto da un caso reale che ha sollevato interrogativi legittimi tra appassionati, addetti ai lavori e atleti.
La domanda è tanto semplice quanto delicata:
è possibile competere ad altissimo livello dopo una lesione del legamento crociato anteriore?
Tra realtà biologica e sport d’élite
Dal punto di vista medico, la lesione del legamento crociato anteriore rappresenta uno degli infortuni più rilevanti per un atleta, in particolare negli sport che richiedono cambi di direzione, stabilità e controllo neuromuscolare. I tempi biologici di guarigione, la qualità della ricostruzione chirurgica (quando indicata), la riabilitazione e il recupero funzionale non sono comprimibili oltre certi limiti senza aumentare il rischio di recidive o di danni articolari a lungo termine.
Nel contesto dello sport professionistico, tuttavia, entrano in gioco ulteriori fattori:
la pressione competitiva
gli obiettivi sportivi
il calendario agonistico
le aspettative di federazioni, sponsor e pubblico
È proprio in questo equilibrio complesso che il ruolo del medico specialista diventa centrale: prendere decisioni basate sull’evidenza scientifica, tutelando prima di tutto la salute dell’atleta, anche quando il contesto spinge verso scorciatoie rischiose.
Una riflessione necessaria
Durante l’intervista ho cercato di chiarire come ogni situazione debba essere valutata singolarmente, evitando generalizzazioni pericolose. Non esistono “miracoli” in medicina dello sport: esistono diagnosi corrette, indicazioni precise, tempi biologici da rispettare e un percorso condiviso tra medico, atleta e staff.
Milano-Cortina 2026 rappresenta una grande opportunità per lo sport, ma anche un’occasione per promuovere una cultura della prevenzione, della responsabilità e della medicina basata sulle evidenze.
L’intervista completa e l’approfondimento sono disponibili su RSI Sport al seguente link:
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Dr. Dario Giunchi
Specialista in chirurgia del ginocchio



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